Cosa c’è di male nelle capre?

Oggi commenterò un articolo che ho trovato su “Cronacaqui.it” che si intitola “O il Tav o le capre”.

Si conclude dicendo:

“Altro che Tav, qui non c’è neppure la libertà di montare una recinzione e di spianare un prato per depositare i materiali. Ironia a parte già nelle prossime ore potrebbe verificarsi l’ennesimo scontro (speriamo non fisico) sul futuro dell’alta velocità. Con un rischio neppure tanto oscuro, quello che, a partire dalle forze dell’ordine per arrivare alle imprese, si faccia dietro front, avanti march. Verso casa. E allora addio Tav, cantieri, occupazione e Piemonte proiettato verso l’Europa. Resteranno i prati. Per le capre?”

Per la cronaca, lo scontro fisico è già avvenuto nella notte fra il 23 ed il 24 maggio durante il blitz effettuato a partire dalle 23 per cercare di insediare il cantiere senza grossi danni. Nell’articolo si paventa come un rischio quello di una marcia indietro, io la vedo in maniera opposta: dubito fortemente che la mancata costruzione della ferrovia tagli il Piemonte fuori dall’Europa in quanto c’è già una ferrovia che collega lungo gli stessi territori il Piemonte alla Francia con grosse possibilità di migliorie. L’occupazione a cui si accenna nell’articolo, osservando altri cantieri del TAV è costituita da operai non della zona che alloggiano in una sorta di piccoli villaggi temporanei con pochissime ricadute sul territorio. Se poi le capre avranno ancora i prati a disposizione per l’erba, è assolutamente positivo, significa che qualche prato è rimasto.

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Venduti

Il gruppo dei “Responsabili” del governo sarebbe meglio descritto dalla parola “Venduti”: se avessero avuto realmente a cuore il destino dell’Italia, non sarebbero così pronti a cambiare “idea” se non vedono arrivare quanto pattuito cioè una poltrona alla quale incollarsi. Pare tra l’altro che le poltrone non bastino e occorrerà ritoccare la legge Bassanini che stabilisce un tetto massimo di posti (mi farò un po’ di male andando a controllare quanti soldi prenderanno…). Si sfiora poi il ridicolo quando si indaga sulle competenze di questi personaggi per esempio Antonio Razzi passato dall’IdV ai Responsabili che si dovrà occupare delle frodi agroalimentari, può vantare di essere un buongustaio e di aiutare di tanto in tanto la moglie in cucina. Quasi quasi propongo qualche amico pendolare per dare una mano al ministro dei trasporti….