Piccoli Rambo crescono

La settimana scorsa ero in un bosco dove stavano diradando gli alberi con mio figlio di quasi 4 anni quando a un certo punto chiede: “mi compri un tuca tuca?” Rimasi parecchio perplesso chiedendomi dove avesse mai visto la Carrà dal momento che alla TV non guarda altro che Cartoonito, Yoyo e Boing… Dopo un po’ di elucubrazioni, gli chiesi: “volevi dire un bazooka?” e lui: “si, per buttare giù le piante!”.

Altro episodio, apro il frigorifero quando arriva di corsa mia figlia che ha poco più di due anni e dice: “voglio una killer!”. In questo caso è stato risolutivo l’intervento di mia moglie che mi ha spiegato di aver messo in frigorifero le note barrette di cioccolato per evitare che si sciogliessero a causa del gran caldo.

I cartoni animati di mio figlio

Devo ammettere che la scarsa conoscenza dell’inglese e pronuncia ancora un po’ incerta di mio figlio a tre anni di età, fa assumere ai titoli dei cartoni animati una connotazione alquanto divertente. Ecco qui di seguito una breve lista compilata a memoria:

  • Pipputon = Tree Fu Tom
  • Fuffi = I Puffi
  • Pin Pan = Le avventure di Peter Pan
  • I gialli = Cattivissimo Me
  • Pigghe = Peppa Pig
  • Papa Giò = Paw Patrol
  • La bimba = Heidy

‘a mumma!

Mio figlio, 19 mesi, vedendo una enorme bianca nube temporalesca in avvicinamento esclama: “‘a mumma!” (traduzione: “guarda papà, quella nuvola sembra proprio la schiuma del bagnetto quando ti è scappato troppo bagnoschiuma nella vasca”).

Son soddisfazioni

Mio figlio, 18 mesi abbondanti, alla domanda “Come ti chiami?”, ha risposto “Bimbo felicità”… Mi sono chiesto se avesse ascoltato da qualche parte “Donna felicità” dei Nuovi Angeli ma l’iPod non ce l’ha ancora e non arriva ancora con le manine al tasto per accendere la radio. Spero tanto che questa sua affermazione scaturisca dal suo attuale stato d’animo (interrotto di tanto in tanto dai capricci).

Un po’ di politica

Il blog di le Scienze ha pubblicato questo interessante post. Quando si parla di scienza in Italia, sembra che tutto si riduca a qualcosa di molto lontano dalla vita di tutti i noi: dal bosone di Higgs alle ultime scoperte astronomiche e la politica sembra relegare la scienza a qualcosa a cui ridurre i fondi senza particolari patemi d’animo (tanto non se la fila nessuno). Le sei domande pubblicate, al contrario, toccano da vicino la vita di tutti noi e la cronaca di tutti i giorni.

  1. La sempiterna crisi del lavoro passa dal fatto che tutte le novità più o meno tecnologiche arrivino da Stati Uniti, Germania, Giappone, ecc… Investire nella ricerca di base ha poche ricadute immediate ma rispariamare su questo è come mangiarsi il pulcino che da grande farà le uova.
  2. Terremoti ed alluvioni continuano a mietere vittime e distruggere città. Si stanziano 300 milioni di euro per i danni provocati dall’alluvione ma con una frazione di essi (in maniera meno plateale) l’alluvione si sarebbe potuta evitare
  3. Il cambiamento climatico ormai sembra evidente a tutti ed occorre prepararsi e salvare il salvabile, non c’è santo che tenga.
  4. Fecondazione assistita e testamento biologico in un modo o nell’altro toccano le nostre coscenze.
  5. L’equazione OGM=male è decisamente troppo semplicistica ma i prodotti OGM sono nelle nostre dispense e l’Italia sembra chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati.
  6. Quanti sanno che le “medicine” omeopatiche sono acqua distillata o zucchero? Dobbiamo pagarle tutti e rinunciare ai farmaci che funzionano?

Sarebbe bello leggere cosa ne pensa chi potrebbe decidere il nostro futuro.