Il senso del ridicolo

Non c’era certo bisogno di Tiresia per vaticinare la guerra dei numeri sulla partecipazione alla manifestazione del PDL a Roma ieri, 20 marzo 2010. Volevano i numeri per dimostrare il loro consenso. Dallo stesso partito tempo fa erano arrivate critiche volte a minimizzare l’importanza di una manifestazione contro di loro sostenendo che se erano presenti soltanto un milione di persone, gli altri 59 milioni non erano d’accordo ma tanto in Italia la memoria è corta e pochi se lo ricordano. L’aspetto che mi esaspera sempre più però è un altro: la questura stima circa 150.000 presenze ed oggi Cicchitto sostiene che la questura ha perso credibilità. Probabilmente SB nel kit del bravo parlamentare PDL ha inserito un vocabolario che però presenta molte lacune e sostituzioni rispetto ai vari Devoto Oli, Zingarelli e compagnia. Sicuramente mancano le parole “imparzialità” e “coerenza”. Si sa che c’è sempre disparità fra i numeri indicati dagli organizzatori e quelli stimati dalla questura, di solito i primi indicano un valore doppio dei secondi (qui siamo a sette volte tanto). Discorso simile con la vicenda barese di Frisullo, secondo SB i pubblici ministeri ed i giudici che lo coinvolgono nelle inchieste giudiziarie sono apostrofati come toghe rosse, di sinistra, mentalmente disturbati ma ne è rimasto uno sano di mente che indaga su un appartenente al PD.

Come si fa a sostenere posizioni del genere e rimanere seri?

SMS (Sua Maestà Silvio)

“Ti aspetto sabato alle 14 a Roma Circo Massimo. Un grande corteo fino a San Giovanni per difendere la libertà e la democrazia. Silvio Berlusconi”. Questo è il testo dell’SMS ricevuto senza il loro consenso da migliaia di persone. Tanto per non smentirsi SB così facendo viola la libertà dei cittadini di non voler ricevere SMS non richiesti. Questa è una delle tante contraddizioni che emergono da questa manifestazione. Prima di tutto non so se esistano degli altri casi nella storia mondiale di cortei di protesta indetti dal partito che sta governando, da che mondo è mondo le proteste sono indette da partiti o movimenti che si oppongono a chi ha il potere chiedendo in questo modo di cambiare le cose. Vi sarebbero anche le manifestazioni di consenso organizzate dalle dittature ma questa è un’altra storia (o forse no…). Altro aspetto è quello della libertà, io la intendo come il diritto di essere liberi, liberi di poter dire quello che si pensa, di poter ascoltare le opinioni di chi si vuole, di poter vedere i programmi televisivi che ci interessano. Libertà non significa poter fare quello che ci pare e piace in barba a qualunque regola.

Sempre oggi a Roma ci sarà una grande manifestazione in difesa dell’acqua. Questa sì che è una manifestazione per la democrazia e la libertà. L’acqua è uno dei bisogni fondamentali e dev’essere garantita a tutti e nello stesso tempo difesa perché quella pulita è sempre meno. In tutto il mondo si sta trasformando in un affare per pochi a scapito di molti.

Annunci ad orologeria

L’11 marzo scorso il poeta di regime Bondi sosteneva: “Il segno che in Italia è definitivamente scomparsa una vera classe dirigente e’ confermato dal fatto che si stanno ricreando le stesse condizioni che hanno reso possibile l’attentato avvenuto a Milano lo scorso dicembre nei confronti del presidente del Consiglio“.

Il 12 marzo in una circolare riservata che evidentemente così riservata non lo era, si parla di “Minaccia eversivo-terroristica

Oggi, 13 marzo, è scattato un allarme bomba per quanto riguardava l’aereo che avrebbe dovuto prendere Silvio Berlusconi. Naturalmente l’allarme si è rivelato falso perché dopo accurata ispezione non si è trovata alcuna traccia di ordigni.

Cosa ci riserverà domani? Annullerà qualsiasi visita a Torino perché la Mole Antonelliana è molto più appuntita del Duomo di Milano? In realtà tutto questo non è nulla di nuovo, l’11 ottobre del 1996 Silvio Berlusconi mostrò ai giornalisti il famoso cimicione mediante il quale egli sosteneva di essere spiato da chissà quali forze eversive. Stranamente la vicenda da lì a poco sparì dalla ribalta senza conseguenze.

Senza alcun pudore?

Mi è capitata sotto gli occhi quest’ANSA nella quale si riporta un sospetto espresso dalla Bonino: in caso di vittoria della Bonino stessa, il governo potrebbe non non convertire il decreto legge “salva liste” e quindi far annullare le elezioni. Trovo questa possibilità di una spudoratezza senza precedenti ma questo governo ci ha abituato ogni volta a vedere l’asticella alzarsi sempre un po’ di più… e quindi ci stupiamo sempre meno.

Fascismo

Mi sembra decisamente poco democratico che il governo intervenga su leggi elettorali una volta che si è entrati nel vivo della campagna elettorale. I presupposti del ventennio non erano troppo diversi.