La Luna che non ti aspetti

Tante volte ho citato la Luna in questi post, non saprei dire esattamente il perché. Semplicemente mi piace osservarla, le sue macchie nelle quali indovinare forme, la strana luce con la quale illumina il mondo. Forse apprezzo la sua periodicità, mi capita di ricordare eventi collegati alla volta precedente che l’ho vista piena, forse perché risalgono a meno di un mese prima, abbastanza per guardare le cose con la giusta distanza ma poco per averle sepolte sotto troppi strati. Stasera il ritorno da Milano è stato costellato dalla pioggia per quasi tutto il percorso ma poi avvicinandomi alla Valle ho visto in lontananza una luce nel cielo, subito ho pensato ad un aereo in volo ma poco dopo ho capito che era un astro (probabilmente Venere, vista la sua luminosità) ed era inaspettatamente e piacevolmente sereno. La Luna piena invece l’ho notata solo quando salendo in mansarda a luce spenta, ho osservato il chiarore prodotto da essa, perfettamente inquadrata nella finestra sul tetto. Son stato un attimo ad osservarla e ricordare l’ultima volta che l’ho fatto (vedi qualche post fa…) e constatare che nel frattempo qualcosa in me è cambiato e qualcosa è rimasto praticamente lo stesso.

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Ideologia

Stamani ho sentito Roberto Castelli, attuale sottosegretario alle infrastrutture bollare l’intera protesta NO TAV come puramente ideologica. Io mi chiedo cosa ci sia di ideologico nel criticare un’opera che ha come maggior punto a favore quello del portare progresso.

A questo punto proporrei di ricoprire il Tevere così da trasformarlo in una infrastruttura per l’attraversamento di Roma ed estendere l’esperienza anche sull’Arno a Firenze. Ci si può costruire sopra qualche linea di metropolitana leggera così diventa anche un intervento per l’ecologia e se qualcuno protesterà, lo si potrà accusare di essere antiquato, di pensare solo ai propri interessi perché magari ora ha la casa con l’affaccio sul fiume e di non accettare un progetto talmente progressista che nessuno l’ha mai fatto al mondo (almeno spero che non sia mai stato fatto).

Il progresso non è costruire il grattacielo più alto o il tunnel più lungo del mondo: già qualche millennio fa gli Egizi realizzarono costruzioni d 150 metri d’altezza. Il vero progresso potrebbe essere riuscire per esempio a coibentare efficacemente tutte le abitazioni d’Italia facendo sì che si abbia lo stesso confort per chi le abita con una frazione dei costi e degli impatti ambientali.

Quasi Natale

Solo a me i simulacri di babbo Natale sulle scalette appesi a balconi e finestre che stanno spopolando negli ultimi anni, evocano l’idea di topi d’appartamento vestiti con colori troppo sgargianti per la loro attività?