Leggo oggi che l’ISTAT (istituto nazionale di statistica) è rimasta senza soldi, il Governo non ha ancora approvato lo stanziamento di risorse necessario. Pare che qualche giorno fa Tremonti abbia giudicato inaffidabili i dati forniti relativamente alla forza lavoro. Le ultime indagini statistiche sembrerebbero evidenziare un calo dell’occupazione (ndr: incredibile!). Ritengo che questa sia una scelta che dimostri coerenza da parte del governo, visto che i giornali continuano a pubblicare dati negativi nonostante le esortazione di Sua Bassezza, è sicuramente un bel risparmio evitare che questi dati vengano prodotti. La prossima volta che si accenderà la spia della riserva sulla mia auto, con tanto di cicalino, potrei togliere direttamente il sensore del livello del carburante (chi me lo assicura che indichi giusto) poi mi imporrò di essere ottimista e credere che il serbatoio sia ancora mezzo pieno… Quando rimarrò a piedi, sarà sicuramente colpa di qualche altra disgrazia non prevedibile.
L’ISTAT non è ottimista
Pubblicato da Sbisolo su 5 Luglio 2009
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Quand’è domani?
Pubblicato da Sbisolo su 27 Giugno 2009
È notizia di oggi che negli Stati Uniti è stata approvata dalla camera una legge che imporrà una riduzione delle emissioni di gas inquinanti del 17% entro il 2020. Il governo statunitense è certamente alle prese, essendo nel paese da dove si è originata, con la crisi economica (della quale qualcuno non vuole che si parli) eppure considera prioritaria una legge del genere.
Sono convinto che, oltre ai benefici ambientali, una iniziativa del genere dia una notevole spinta all’economia perché apre un sacco di possibilità di lavoro sia immediate che di lungo termine, un orizzonte di almeno una decina d’anni permette una pianificazione degli investimenti anche nel campo della ricerca. Sono altresì convinto che nulla del genere si vedrà da queste parti perché è difficile rappresentare in TV i risultati di una simile legge mentre è molto più spendibile, pubblicitariamente parlando, un Presidente del Consiglio con l’elmetto di plastica giallo fra le ruspe che caricano i rifiuti di una strada di Napoli su un autocarro per poi accumularle chissà dove e che poi verranno bruciati in un termovalorizzatore senza alcuna valorizzazione perché non sottoposti a differenziazione.
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Italia in vendita?
Pubblicato da Sbisolo su 13 Giugno 2009
Queste le parole del diversamente alto S. Berlusconi a proposito della visita di Gheddafi in Italia:
È stato trattato come un cliente originale, sapendo che è un po’ originale – ha detto il premier – Ma se trovi la chiave per trattare un cliente originale te lo conquisti per tutta la vita”. E ha aggiunto: “Nella politica è come nella vita normale, per risolvere i problemi bisogna comportarsi come con i clienti. Gheddafi è originale e l’ho trattato come un cliente originale”. Poi ha accompagnato la battuta con una gag sui tempi di Publitalia, quando insegnava ai dipendenti “come comportarsi con i clienti”
Questa è la quintessenza del modo di trattare la politica da parte del capo di un partito gestito come un’azienda che sceglie i suoi candidati con i curriculum vitae ed ha un CdA al suo vertice. A questo punto sorgono spontanee alcune domande. Se Gheddafi è un cliente, significa che bisogna vendergli qualcosa, se è venuto in Italia quindi dobbiamo vendergliela? Vale la garanzia di due anni ed il diritto di recesso? Chi ci guadagna? Sono in vendita anche gli italiani? Sono possibili pagamenti rateali? Il punto vendita è dotato di ampio parcheggio ed aria condizionata?
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Insabbiamento
Pubblicato da Sbisolo su 19 Aprile 2009
“Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno, ma per favore non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste”. Questa la richiesta di Berlusconi durante un’intervista di ieri. Vedremo se smentirà di averlo detto, però io l’ho sentito alla radio direttamente con le sue parole… Mi chiedo in che modo la ricostruzione possa essere impedita dalle inchieste della magistratura. Quello che vorrei fosse impedito è che gli stessi che hanno lucrato sulla costruzione, abbiano la possibilità di lucrare ancora sulla ricostruzione. Oltre questo, non è una vera e propria censura ma non è neanche così lontana, il PdC che chiede ai giornali di non parlare di una cosa del genere e poi aggiunge anche che non è colpa del sua parte politica perché negli anni passati non c’era nessuno dei suoi: exscusatio non petita…
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Gnutaun
Pubblicato da Sbisolo su 11 Aprile 2009
E ora c’è da spiegare a tutti cos’è una Gnutaun (si scrive New town). Berlusconi, dopo essersi tolto l’elmetto da pompiere avrebbe voluto mettere un copricapo da urbanista, peccato che non ce ne sia uno tipico della categoria. Un paio di giorni dopo il sisma che ha colpito l’Abruzzo, ha annunciato il suo progetto di “New town”, una specie di “L’Aquila 2″ su modello di Milano 2. Sinceramente mi sfugge il senso di un’operazione del genere se non che sarà il solito megaprogetto portato avanti da Impregilo e fornitura cementizia da parte di Calcestruzzi SpA, leader nel campo del “cemento impoverito”. La ricostruzione ed il recupero dove possibile, sarebbe invece molto meno faraonico, non ci sarebbe nessun nastro inaugurale da tagliare trionfalmente. A parte questo, una volta tanto mi ritrovo d’accordo con Sgarbi che cita come modello la Santo Stefano di Sessanio (ad una decina di km dall’Aquila), dove gli edifici storici ristrutturati con i giusti criteri hanno resistito, è crollata la torre medicea rinforzata in modo sbagliato negli anni sessanta.
Non sono un urbanista ma credo che una città abbia uno dei suoi valori nell’essere stata costruita un po’ per volta e quindi plasmata ed adattata da chi ci vive, una “New town” sarebbe un’imposizione, anche se fosse progettata nel migliore dei modi; le città ideali vanno bene solo nel mondo delle idee. È un po’ la differenza che passa tra quelle case arredate in maniera “perfettina” ma nelle quali sembra di essere fuori posto. Oltre a questo, se poi i monumenti e gli edifici storici fossero restaurati, a quel punto sarebbero in mezzo ad una specie di deserto urbano abbandonato.
La ricostruzione ha tecnicamente tempi abbastanza lunghi ma sinceramente non vedrei così male la costruzione di casette di legno dignitose ed abbastanza confortevoli. Si possono costruire rapidamente ed eventualmente smontare e riutilizzare altrove in un secondo tempo e sono abbastanza elastiche da resistere ai sismi (vedi Giappone). Il legno utilizzato si può rimpiazzare piantando nuovi alberi al posto di quelli abbattuti allo scopo.
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Rispetto
Pubblicato da Sbisolo su 4 Aprile 2009
Oggi vi sono due notizie che accomuno: Brunetta che dice della manifestazione della CGIL che è stata una scampagnata e una ventina di capi di stato che aspettano Berlusconi per le foto di rito. Senza entrare troppo nel merito delle notizie, secondo me c’è un particolare che le accomuna: l’estrema mancanza di rispetto per gli altri, nel primo caso il rispetto per milioni di sconosciuti lavoratori che hanno usato tempo, energie e denaro per unirsi e manifestare, dall’altra 27 rappresentati di altrettante nazioni che attendevano la fine di una telefonata di Berlusconi, era solo una cerimonia ma va rispettata anche quella.
Questa è una costante dei rappresentanti di un certo partito, erano ancora gli anni novanta quanto Guzzanti e soci dimostravano di aver capito come la parola libertà fosse intesa dalla Casa delle Libertà di allora e nulla è cambiato nel Popolo delle Libertà di ora.
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Dell’Utri scienziato
Pubblicato da Sbisolo su 31 Marzo 2009
Il fatto che una serie di 34 senatori dell’attuale maggioranza di governo tra i quali Dell’Utri e Nania si mettano a discettare di climatologia con simili motivazioni mi fa veramente paura soprattutto perché potrebbero essere presi sul serio, altrimenti potrei anche mettermi a ridere. La fonte è ufficiale, si tratta di una mozione presentata il 18 marzo 2009 leggibile a questo indirizzo.
Ora qualche commento.
Anche senza capire di climatologia, mi pare evidente che si cominci subito col mischiare mele e pere: il fatto che 650 scienziati abbiano espresso dei dubbi sulla correlazione fra aumento della CO2 nell’atmosfera ed attività antropica e che siano 52 i redattori dell’ultimo rapporto dell’IPCC non ha nessuna relazione. Poi si continua giudicando insignificante un aumento del livello della temperatura medio di meno di un grado, forse ben pochi degli astanti in aula sono in grado di giudicare cosa significhi ma a loro probabilmente basta dire che è meno di uno per giudicarlo piccolo. Il massimo lo si raggiunge quando scrivono, cito letteralmente:
per osservare che, se pure vi fosse a seguito dell’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all’ambiente, all’economia e all’incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici.
Vorrei ridere ma non ci riesco.
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Ho un sospetto
Pubblicato da Sbisolo su 21 Marzo 2009
Mi è sorto un terribile dubbio: non è che il piano casa proposto da Berlusconi è scaturito dalla pubblicità di Vodafone, quella sul 20% in più con la pizza 5 stagioni di Gattuso?
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Contro il condono mascherato
Pubblicato da Sbisolo su 10 Marzo 2009
Per i pochi che passassero di qui, segnalo questa pagina dove è possibile firmare contro la proposta di Berlusconi che di fatto favorirebbe lo scempio del territorio italiano: http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/edilizia/piano-casa/piano-casa.html
Dal momento che ne abbiamo poco, conserviamolo.
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Tutti insieme appassionatamente
Pubblicato da Sbisolo su 7 Marzo 2009
Cito da “Repubblica” su un articolo a proposito dei prossimi provvedimenti del piano casa:
Entrando nel dettaglio sul contenuto del provvedimento, Berlusconi ha spiegato che il piano consentirà “a chi ha una casa e che, nel frattempo ha ampliato la famiglia perché i figli si sono sposati e hanno dei nipoti, di aggiungere una stanza, due stanze o due bagni con servizi annessi alla villa esistente”.
Forse non si è accorto che ormai da qualche anno, è abbastanza raro che si viva tutti nella stessa casa, figli, nipoti, nonni…
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