Da lontano

Qualche tempo fa, quando google maps era ancora una novità, mi aveva colpito una scoperta archeologica fatta per caso su delle foto satellitari viste esplorando i campi dei dintorni.

Trovo straordinario che su delle immagini prese da centinaia di km di distanza si possano scovare particolari non visibili anche passeggiando sullo stesso prato per mille volte.

Forse perché così si possono mettere insieme tante piccole cose che da vicino appaiono slegate tra loro?

Funziona anche con la storia: gli eventi che accadono giorno dopo giorno, sono tanti episodi dei quali ci sfugge la correlazione ma anni dopo il flusso complessivo ci appare più evidente.

Credo che funzioni pure per i nostri affanni, le nostre preoccupazioni, se ce li teniamo solo per noi, si affollano mille pensieri, emozioni, paure, sentimenti. Se c’è qualcuno a cui possiamo parlarne, a patto che egli ci ascolti oltre che sentirci, anche solo mentre cerchiamo di descrivere, di spiegare qualcosa può diventare più chiaro. Non c’è un google maps della nostra anima ancora, c’è però qualcuno di cui fidarci, se siamo fortunati.

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4 pensieri su “Da lontano

  1. Beh, c’è in ballo anche la questione olismo-riduzionismo e la cosa non è banale.

    La prospettiva di “alto livello” permette l’emergere di elementi che altrimenti non si noterebbero.

    Da vicino appaiono slegate, poi man mano che si considera un contesto più grande le loro interazioni diventano più evidenti e danno origine a fenomeni emergenti.

    Per quanto riguarda il comunicare i nostri stati d’animo, non la vedo come una trasposizione della stessa cosa.

  2. In quel modo non si guarda da “lontano” o da una prospettiva ampia. Si guarda soltanto da una prospettiva diversa e, in un certo senso, limitata a quello che noi riusciamo a comunicare. Poi l’altro può elaborare e vedere cose che noi non notiamo ma non è guardare “da fuori” o in una prospettiva più ampia, secondo me 😉

  3. Non credo sia una prospettiva diversa, condivido che il tutto sia mediato dal fatto che siamo noi a comunicare. La persona a cui confidiamo le cose avrà una visione di noi nel contesto di luoghi e persone in cui siamo immersi e gli giungeranno le nostre emozioni e sentimenti in modo più attenuato mentre noi magari ne siamo sopraffatti.

    La prospettiva cambia eventualmente fra le varie persone.

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