Ammutolito

È domenica mattina, domenica di Pasqua. Tutto tranquillo, c’è il sole che ogni tanto è nascosto da una nube, solo un po’ più freddo di quanto ci si aspetterebbe in questa stagione.

Ricevo una telefonata dal mio capo, sarà il solito problema sul lavoro. Stavolta no, mi dice che M. si è sentito male ieri sera ed è morto. Credo di averci messo almeno un paio di secondi a capire quello che le mie orecchie avevano meccanicamente trasmesso. Venerdì ero lì a dirgli che quel backup non funzionava ed in quel momento sembrava anche una cosa importante.

Tocca a me avvertire gli altri del gruppo, i numeri è facile comporli (son nella rubrica) ma le parole si strozzano in gola: “ma stai scherzando?”, “ma è vero?”, “cosa?”, “…”. Queste le risposte. Non riesco a chiudere con il buona Pasqua di rito oggi.

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3 pensieri su “Ammutolito

  1. Sono eventi spaventosi di fronte ai quali non si sa che dire… nel mio ufficio e’ capitato per due volte e, per quanto avessi una conoscenza vaga delle persone mancate, e’ terribile accettare la cesura oltre la quale non si vedra’ mai piu’ una persona. 😦

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