Quota zero

Ci sono giornate, d’inverno, che c’è la nebbia. È buio e dalla finestra si vede poco più che un indefinito alone tinto di giallo dalle luci ai vapori di sodio. Poi ingrigisce un poco. Greve come se il cielo non avesse più voglia di sostenere le nuvole. E il freddo. La giacca non funziona, non fa da barriera. Si è pervasi dall’umido. Niente riferimenti attorno, niente contrasti, grigi su grigi. Poi scende nuovamente la notte. Senza stelle.

Forse con una cioccolata calda….

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2 pensieri su “Quota zero

  1. Basta volerlo. Servita bollente, con un po’ di vapore che vi si solleva e che al primo sorso ti appanna gli occhiali. Circondi la tazza calda con entrambe le mani intirizzite, poi col primo sorso ti scotti un poco la lingua e allora mentre aspetti che si intiepidisca appena, c’è anche il tempo di meditare. O chiacchierare. La gusti a piccoli sorsi, sempre più calda di quanto ti aspetti, non come un caffè che spesso neanche ti siedi per consumarlo.

    E poi le spremute sono sempre un po’ acide (ma hanno le vitamine).

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