Guerra e pace

Domenica mi sono dedicato alla prima vera uscita montana dell'anno. La giornata si prospetta meteorologicamente buona, il sole splende luminoso e vivido, soffia un po' di vento che fa presagire temperature un po' rigide salendo di quota. La procedura è ormai collaudata da qualche anno, le persone sono più o meno sempre quelle, il luogo del ritrovo è sempre lo stesso. Sono soddisfatto di essere stato io l'iniziatore del gruppo all'esplorazione delle innumerevoli mete dei dintorni ma è stato facile, è bastato scegliere un posto stupendo nel periodo giusto raggiungibile senza grosso impegno e permeato di vicende millenarie.

La meta una volta tanto non la scelgo io, si preannuncia una gita agevole. Partiamo, a metà strada mi accorgo di aver dimenticato la fotocamera digitale, peccato perché fra tanti scatti uno o due a volte di solito mi soddisfa. In meno di un'ora raggiungiamo il punto di partenza. La strada è agevole, purtroppo frequentata da qualche motocicletta e fuoristrada. Il sole è intenso e la temperatura piacevole. Lungo il percorso, riesco anche a scambiare qualche SMS e quei curiosoni che mi accompagnano immaginano chissà che intrallazzi… e io subdolamente decido di non soddisfare la loro curiosità.

In poco più di due ore raggiungiamo il forte di Praman a 2186 m d'altezza. Non c'è quasi nessuno, giusto una coppia intenta nel pranzo. Fotografia di rito. Esploriamo brevemente l'interno fra pavimenti crollati, piccole stalattiti in formazione, mucchi di ghiaccio che probabilmente supereranno l'estate. Raggiungiamo la sommità della costruzione che fa tutt'uno con la cima dell'altura, delle bocche da fuoco rimangono solo i grossi alloggiamenti che le ospitavano. Non conosco la storia di questo forte ma immagino le fatiche di chi costruì la struttura, chissà come portarono in vetta cannoni e corazze, i soldati qui attestati d'estate ma soprattutto d'inverno. I cannoneggiamenti a scuotere anche le rocce. Oggi solo il vento sussurra fra le feritoie lontano nel tempo da quegli eventi.

Individuiamo per pranzare un'area fra i pini poco discosta che risulta riparata dal vento. La piacevolezza della temperatura ed il sole inducono un po' di torpore. Niente di meglio che appoggiarsi fra l'erbetta primaverile con lo stormire delle fronde a fare da colonna sonora. Ancora qualche scambio testuale, fra una battuta e l'altra, segnali di scaramucce virtuali fra persone reali, mio malgrado sarò coinvolto ma per il momento le relego in secondo piano. Mi ritrovo a riflettere su un rapporto che non saprei bene definire. Amicizia? Posso dire di conoscerla? Mai vista e mai sentita, solo letta ed immaginata eppure presente. Mi mancherebbe. I pensieri si confondono nel dormiveglia.

Ci apprestiamo al ritorno, una cima nei dintorni sembra una meta promettente. La discesa è semplice, si procede chiacchierando, gli altri sempre più curiosi sui presunti intrallazzi… Soddisfatti, un po' stanchi, leggermente scottati rincasiamo.

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2 pensieri su “Guerra e pace

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