Quota periscopio

Esploro in immersione, volendo emergo. Solo i più attenti mi scorgono. Se occorre, lancio un siluro.

Archivio per Maggio 2006

È successo di nuovo

Pubblicato da Sbisolo su 31 Maggio 2006

Nell'arco di pochi giorni, sono riuscito per la seconda volta a perdere il treno al mattino… nell'arco di 15 anni da pendolare le posso contare sulle dita di una mano. Il motivo è semplice, non posso pretendere di andare a letto dopo le 4 ed alzarmi alle 6.48…

È così interessante, c'è ancora così tanto da scoprire fra le righe, la sensazione di essere considerato. Il sonno rimane un lontano ricordo…

     Lo viso mostra lo color del cuore. –Dante Alighieri

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Pan per focaccia

Pubblicato da Sbisolo su 29 Maggio 2006

Qualche tempo fa fui "accusato" di non accettarmi, di vedermi solo in modo negativo. Solo mere questioni logistiche probabilmente si frapposero ad intentare ulteriori controesempi alle mie dimostrazioni condotte a sostegno di quanto io andassi affermando. Qualche dubbio che in fondo potesse anche avere ragione me lo insinuò…

Non paga, ha voluto nuovamente dimostrare che avessi torto marcio… questa volta non c'è riuscita. La presentazione delle prove ha comportato un effetto collaterale, un po' dell'intrigante mistero si scioglie (nel migliore dei modi)…

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Guerra e pace

Pubblicato da Sbisolo su 29 Maggio 2006

Domenica mi sono dedicato alla prima vera uscita montana dell'anno. La giornata si prospetta meteorologicamente buona, il sole splende luminoso e vivido, soffia un po' di vento che fa presagire temperature un po' rigide salendo di quota. La procedura è ormai collaudata da qualche anno, le persone sono più o meno sempre quelle, il luogo del ritrovo è sempre lo stesso. Sono soddisfatto di essere stato io l'iniziatore del gruppo all'esplorazione delle innumerevoli mete dei dintorni ma è stato facile, è bastato scegliere un posto stupendo nel periodo giusto raggiungibile senza grosso impegno e permeato di vicende millenarie.

La meta una volta tanto non la scelgo io, si preannuncia una gita agevole. Partiamo, a metà strada mi accorgo di aver dimenticato la fotocamera digitale, peccato perché fra tanti scatti uno o due a volte di solito mi soddisfa. In meno di un'ora raggiungiamo il punto di partenza. La strada è agevole, purtroppo frequentata da qualche motocicletta e fuoristrada. Il sole è intenso e la temperatura piacevole. Lungo il percorso, riesco anche a scambiare qualche SMS e quei curiosoni che mi accompagnano immaginano chissà che intrallazzi… e io subdolamente decido di non soddisfare la loro curiosità.

In poco più di due ore raggiungiamo il forte di Praman a 2186 m d'altezza. Non c'è quasi nessuno, giusto una coppia intenta nel pranzo. Fotografia di rito. Esploriamo brevemente l'interno fra pavimenti crollati, piccole stalattiti in formazione, mucchi di ghiaccio che probabilmente supereranno l'estate. Raggiungiamo la sommità della costruzione che fa tutt'uno con la cima dell'altura, delle bocche da fuoco rimangono solo i grossi alloggiamenti che le ospitavano. Non conosco la storia di questo forte ma immagino le fatiche di chi costruì la struttura, chissà come portarono in vetta cannoni e corazze, i soldati qui attestati d'estate ma soprattutto d'inverno. I cannoneggiamenti a scuotere anche le rocce. Oggi solo il vento sussurra fra le feritoie lontano nel tempo da quegli eventi.

Individuiamo per pranzare un'area fra i pini poco discosta che risulta riparata dal vento. La piacevolezza della temperatura ed il sole inducono un po' di torpore. Niente di meglio che appoggiarsi fra l'erbetta primaverile con lo stormire delle fronde a fare da colonna sonora. Ancora qualche scambio testuale, fra una battuta e l'altra, segnali di scaramucce virtuali fra persone reali, mio malgrado sarò coinvolto ma per il momento le relego in secondo piano. Mi ritrovo a riflettere su un rapporto che non saprei bene definire. Amicizia? Posso dire di conoscerla? Mai vista e mai sentita, solo letta ed immaginata eppure presente. Mi mancherebbe. I pensieri si confondono nel dormiveglia.

Ci apprestiamo al ritorno, una cima nei dintorni sembra una meta promettente. La discesa è semplice, si procede chiacchierando, gli altri sempre più curiosi sui presunti intrallazzi… Soddisfatti, un po' stanchi, leggermente scottati rincasiamo.

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Confessioni

Pubblicato da Sbisolo su 25 Maggio 2006

Rendersi conto che è (stato) più semplice parlare liberamente con una persona che non si conosce distante 1.000 miglia, ignorando gli amici a due passi.

Interrogarsi su quali siano i processi mentali che conducono a fidarsi comunque in un ambito nel quale sarebbe estremamente semplice simulare di essere chi non si è ma questa possibilità non mi sfiora minimamente.

Proseguire perché si è curiosi di conoscere meglio cosa si nasconde, il gusto di indovinare, intuire, leggere tra le righe, giocare un po'.
Ricevere conferma di aver qualcosa in comune.

…da scambi nella notte.

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Comunicazione ad alta intensità

Pubblicato da Sbisolo su 21 Maggio 2006

Un abbraccio, uno sguardo, niente parole, mille cose.

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Inquietudini

Pubblicato da Sbisolo su 19 Maggio 2006

Si prospetta un ottimo fine settimana, rivedrò persone a cui tengo molto, pregusto lauti pasti, splende il sole… Eppure, nubi indefinite percorrono i miei pensieri. Passerò una vita alla Emilio Drogo, una vita a scrutare il deserto dai bastioni della Bastiani pronti a cogliere la polvere che si solleva in aria a segnalare l'arrivo dei Tartari, tanto temuti quanto inconsciamente attesi. Solo falsi allarmi… e alla fine ci si scoprirà vecchi e inutili con l'impressione di aver sprecato una vita.

Niente paura. Arriverà il vento a spazzare via le nubi…. 

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Solitudini

Pubblicato da Sbisolo su 18 Maggio 2006

Chissà perché, anche quando si è in due, si dice: "siamo rimasti soli"…

Si è soli con tutto ciò che si ama.

–Novalis

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Sera di primavera

Pubblicato da Sbisolo su 17 Maggio 2006

Arrivo da Milano, col ritardo minimo necessario a perdere con cronometrica precisione la coincidenza per affrontare gli ultimi 25 km (il treno, per il colmo della beffa, sfila sul binario accanto). Manca un'ora e dieci al prossimo e, visto che non ho niente di meglio da fare, opto per una passeggiata nei dintorni. È ora di cena e si incontra poca gente, a giudicare dall'aria e dalle pozze che si stanno asciugando deve aver piovuto poco fa ma si sta rapidamente rasserenando. Per intanto approfitto per mandarle un SMS di invito, magari accetterà…

C'è quella luce particolare che confonde le distanze. Cammino con calma, scrivendo il messaggio a pezzi. Un'occhiata alle vetrine, qualche rara coppia che passeggia, rapidamente scandisco le ultime uscite cinematografiche. Giungo in piazza San Carlo che ormai le luci artificiali stanno prendendo il sopravvento. Mi fermo ad osservare le vetrine della libreria Druetto, libri di fotografia, d'arte… sullo sfondo i vecchi scaffali in legno. Incollata al vetro una poesia… "Se" di Kipling, poco più in là un foglio anonimo che ingenera in me un po' di tristezza: 1925-2006 la libreria dal 30 maggio chiuderà i battenti. Peccato. Nel frattempo arrivano padre e figlia (noto la figlia naturalmente…), anche loro fanno a caso all'avviso.

Proseguo, rifletto sulla giornata, sulle mie sensazioni su rucecenti avvenimenti, a volte concentrato a volte distratto dalle luci delle vetrine. Giungo fino in piazza Castello, lo sguardo spazia fino al cielo, spuntano nubi rosa intenso fra quelle che ormai vanno scurendosi. Do un'occhiata all'ora: meglio che mi sbrighi, fra un quarto d'ora parte il treno (possibile che sian passati tre quarti d'ora?). Attraverso la piazza e faccio ancora in tempo a notare una grossa statua di pietra nera lucida di Ramsete II, possibile che non l'abbia mai notata? Anche una coppia di fronte a me noto che la osserva… magari l'hanno veramente appena messa. Pazienza, non ho il tempo di controllare… Arrivo in stazione che stanno annunciando la partenza del treno.

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Al fin…

Pubblicato da Sbisolo su 15 Maggio 2006

…sabato. Pomeriggio inoltrato. Appuntamento davanti alla stazione. Mi guardo un po' in giro ma, visto il concomitante arrivo di un treno, propendo per il mezzo più semplice: uno squillo col cellulare che percepisco a breve distanza ed il contatto è stabilito (carina…). Forse un po' di impaccio iniziale da parte mia… visto che è lei quella di casa, mi affido alla sua guida. La prospettiiva di una passeggiatina in centro sfuma per via della pioggia… peccato. Si opta per un aperitivo in quello che a quanto pare è l'unico posto dove c'è anche qualche stuzzichino (non siamo mica a Torino…). C'è ancora libero solo un tavolino in fondo, un po' in disparte. Fra una parola e l'altra il tempo passa rapidamente e si affaccia l'idea di mettere sotto i denti di qualcosa di sostanzioso perché s'è fatta una cert'ora. C'è una pizzeria nuova, può essere l'occasione per provarla. L'esterno è dimesso, entriamo… c'è da aspettare e poi… corridoio con pavimento trasparente con sassetti bianchi finto zen. Ci piace? Nooo. Si opta per un posto più fuori mano ma meno pretenzioso, forse ci sono stato una volta durante il servizio di leva, è passato diverso tempo ormai. Altro tavolino d'angolo, c'è un po' di caciara ma almeno non c'è nessuno che ti mette fretta per uscire dopo mangiato. Si parla di un po' di tutto, dei suoi mille impegni lavorativi diversi, delle sue prospettive per il futuro, amiche che hanno solo la prospettiva di accasarsi, TAV, politiche energetiche alternative, vacanze… Ormai è quasi mezzanotte, il clima non ispira il gelatino prospettato, sarà per la prossima volta.

Ci sarà una prossima volta? Facciamo gli ottimisti.

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Pazienza

Pubblicato da Sbisolo su 12 Maggio 2006

C'eravamo quasi.

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